Occhio secco e lenti a contatto: cosa fare per migliorare il comfort
Indossare le lenti a contatto dovrebbe essere un gesto semplice e naturale. Eppure, per molte persone, dopo alcune ore iniziano a comparire alcuni segnali: occhi secchi, bruciore, sensazione di sabbia, lente che “si sente” o visione meno stabile. È il classico fastidio con le lenti a contatto, ma le cause possono essere diverse.
Quando si parla di lenti a contatto e occhio secco, però, è importante non ridurre tutto alla scelta della marca o al cambio di gradazione. Il comfort nasce da un equilibrio delicato tra lacrimazione, materiale della lente, applicazione, manutenzione, ambiente di lavoro e abitudini quotidiane.
Perché le lenti possono diventare meno confortevoli
La lente a contatto si appoggia sulla superficie oculare e interagisce con il film lacrimale, lo strato sottile che contribuisce a mantenere l’occhio idratato e permette alla lente di muoversi correttamente. Se questo equilibrio cambia, la lente può diventare meno tollerabile anche quando la gradazione è corretta.
Il momento in cui compare il disagio è già un indizio utile. Se il fastidio arriva subito dopo l’applicazione, può essere necessario verificare pulizia, integrità della lente o modalità di inserimento. Se invece compare a fine giornata, possono incidere la lacrimazione basale già al limite, la disidratazione, molte ore davanti agli schermi, aria condizionata, riscaldamento o tempi di porto troppo lunghi.
Conta anche l’appoggio della lente: una lente troppo stretta, per esempio, può sembrare comoda all’inizio perché si muove poco, ma appena tolta può lasciare una sensazione di corpo estraneo o di fastidio persistente. Per questo il comfort non va valutato solo nei primi minuti, ma anche dopo diverse ore di utilizzo.
Occhio secco, lacrimazione e colliri: cosa valutare
L’occhio secco con le lenti può manifestarsi con bruciore, rossore, secchezza, visione che cambia durante il giorno o bisogno di togliere le lenti prima del previsto. A volte, però, può comparire anche una lacrimazione eccessiva: l’occhio cerca di compensare il disagio attivando una lacrimazione riflessa, che non sempre migliora davvero la qualità del film lacrimale.
In questi casi molte persone pensano subito ai colliri o alle lacrime artificiali. Possono aiutare a migliorare il comfort, ma vanno scelti con attenzione: alcuni prodotti sono compatibili con le lenti indossate, altri devono essere usati solo senza lenti. Inoltre non tutti i colliri rispondono allo stesso problema: bisogna capire quale parte della lacrima ha bisogno di essere integrata o supportata.
Meglio quindi evitare il “fai da te”, soprattutto con colliri sbiancanti o non indicati per l’uso con lenti a contatto. Se senti il bisogno di usare gocce molto spesso per riuscire a portare le lenti, il punto non è solo trovare il prodotto giusto: è capire perché la lente non è più confortevole come dovrebbe.
Manutenzione e igiene: il comfort inizia prima di indossarle
Una parte importante del comfort delle lenti a contatto dipende dalla gestione quotidiana. Mani pulite e asciutte, soluzione corretta, portalenti pulito e sostituito periodicamente sono abitudini fondamentali.
Quando previsto dal tipo di lente e dalla soluzione utilizzata, anche il rubbing, cioè la delicata frizione della lente con la soluzione, aiuta a rimuovere depositi e residui dalla superficie. È importante non rabboccare la soluzione vecchia, non usare acqua e non trattare la soluzione per lenti come se fosse un collirio.
Quando valutare una tipologia di lente diversa
Se il fastidio si ripete, può essere utile valutare una lente diversa. Non sempre significa cambiare gradazione: possono contare materiale, ricambio, idratazione, curvatura, appoggio e numero di ore di utilizzo.
La geometria della lente non modifica la lacrimazione, ma può incidere su centratura, appoggio e qualità visiva. È un aspetto importante, per esempio, nelle lenti multifocali, perché ogni azienda può progettare zone ottiche e geometrie differenti.
Per alcune persone le lenti giornaliere possono risultare più pratiche; per altre può essere più adatto un materiale differente o una valutazione di applicazione più specifica. La soluzione migliore non è quella “più famosa”, ma quella più coerente con l’occhio e con lo stile di vita della persona.
Controlli di applicazione: perché non vanno trascurati
Una lente che anni fa era perfetta potrebbe non esserlo più oggi. Cambiano il lavoro, il tempo passato davanti al computer, la lacrimazione, l’ambiente e la tolleranza oculare.
Un controllo di applicazione permette di osservare come la lente si posiziona, come si muove e quanto resta confortevole nel tempo. Durante la consulenza è utile raccontare quando compare il fastidio, se peggiora al PC, se migliora con le gocce o se la visione diventa meno stabile dopo alcune ore.
Cosa evitare se le lenti danno fastidio
Se le lenti danno fastidio, evita di continuare a indossarle a tutti i costi, soprattutto in presenza di rossore, dolore o irritazione. Meglio sospendere l’uso e chiedere una valutazione con il proprio contattologo.
Evita anche di cambiare da solo lente, soluzione o collirio: prodotti apparentemente simili possono comportarsi in modo molto diverso sull’occhio.
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Fai controllare l’applicazione delle lenti e scopri come migliorare il comfort durante la giornata.
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